Carlo Pavarani Coaching

Carlo Pavarani Coaching Formatore per ruoli commerciali e vendita, Coach per sviluppo personale

E’ MEGLIO FARE PRIMA LE COSE URGENTI O QUELLE IMPORTANTI ?Spesso mi sento fare questa domanda, ma in realtà il quesito è...
29/01/2024

E’ MEGLIO FARE PRIMA LE COSE URGENTI O QUELLE IMPORTANTI ?
Spesso mi sento fare questa domanda, ma in realtà il quesito è posto nei termini sbagliati. L’urgenza ha a che fare con il tempo, mentre l’importanza ha a che fare con il peso, l’incidenza, l’impatto che un’attività ha nella nostra vita. Generalmente rispondo che è meglio fare prima le cose importanti, infatti tra le cose urgenti possono celarsi attività di poco conto e solo per il fatto che sono in scadenza assumono nella nostra mente l’errata idea di essere anche importanti. Al contrario procrastinare un’attività importante potrebbe avere un esito spiacevole nella nostra vita.

COSA SONO LE EMOZIONI ? (Prima parte)Per definizione  le emozioni sono sentimenti vivi ed intensi accompagnati da reazio...
07/04/2017

COSA SONO LE EMOZIONI ? (Prima parte)

Per definizione le emozioni sono sentimenti vivi ed intensi accompagnati da reazioni muscolari e ghiandolari. In sostanza quando proviamo un’emozione (positiva o negativa che sia) non riusciamo a restare fermi (qualcosa facciamo) e alcune nostre ghiandole iniziano a produrre qualcosa (ad esempio lacrime, sudorazione, aumento del battito cardiaco, ecc.) Insomma possiamo dire che emozionarsi significa “muoversi, fare qualcosa”. Non a caso diciamo mi sono “com-mosso !”.
Vedremo in un altro post come vengono utilizzate le emozioni dai pubblicitari.

Credo che le emozioni siano il focus della vita, senza emozioni non viviamo; eppure tanta gente fa di tutto per nascondere le proprie emozioni, quasi fosse un segno di debolezza.

Questa abitudine (soprattutto diffusa tra il genere maschile) è un vecchio retaggio del passato che riguarda l’arte della guerra, quando le battaglie si combattevano corpo a corpo.
In quei momenti non potevi farti prendere dalle emozioni, anche nella più tragica delle situazioni come vedere il tuo compagno, il tuo miglior amico, tuo fratello trafitto da una lancia a pochi passi da te. In quel contesto farsi prendere dallo sconforto avrebbe arrecato ulteriore danno al plotone: i sopravvissuti non avrebbero più combattuto, quindi era necessario avere uomini che non si “facessero distrarre” dalle emozioni. Chi manifestava emozioni veniva deriso, allontanato e chiamato “donnicciola” e questa usanza purtroppo è arrivata fino a noi.

Oggi per la stragrande maggioranza di noi le cose fortunatamente non stanno così e riappropriarsi della libertà di poter vivere le proprie emozioni è molto importante per la qualità della vita e le relazioni con gli altri, soprattutto in ambito famigliare.

Perciò (cari uomini tutti d’un pezzo che davanti ad un film commovente avete sempre quel qualcosa che vi è entrato nell’occhio…) sentitevi liberi di vivere liberamente le vostre emozioni, non vergognatevi !
Siete felici ? vi cade la lacrima ? e lasciatela uscire ! è un’emozione, è un buon segno, significa che state vivendo !

Insegnate ai vostri figli a vivere le emozioni, a manifestarle e gestirle. Reprimerle significa farsi del male, col rischio di farle esplodere senza controllo nel momento meno opportuno e di esserne quindi preda. Una persona equilibrata vive le emozioni e le sa gestire. Reprimerle significa innescare una bomba ad orologeria che presto o tardi scoppierà.

Fregatevene del giudizio (stupido e retrogrado) degli altri, le emozioni fanno parte della vita e chi non vive le emozioni, vive a metà !

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Grazie

HAI IL FRENO A MANO TIRATO ? IDEE SU COME RILASCIARLOCosa significa avere il “freno a mano tirato”? Significa vivere una...
03/04/2017

HAI IL FRENO A MANO TIRATO ? IDEE SU COME RILASCIARLO

Cosa significa avere il “freno a mano tirato”?
Significa vivere una condizione emotiva che ci tiene fermi, impedendoci di fare le azioni necessarie, per il nostro stesso benessere, per la nostra realizzazione, per la nostra vita di tutti i giorni.
Generalmente è causata da uno stato di ansia che a sua volta genera paura, paura di non farcela, di non essere adeguati, di non essere abili. La paura (se unita alla bassa autostima) genera a sua volta immobilismo ed ecco che un bel giorno “tiriamo il freno a mano” della nostra mente e ci scopriamo “bloccati” ed incapaci di reagire.
E’ una situazione frustrante ed autoalimentante: più tiriamo il freno e meno avremo energie per rilasciarlo.

Ma la bella notizia è che la nostra mente è bravissima a trovare soluzioni, l’importante che le poniamo le giuste domande.
Inutile chiedersi “perché sono bloccato ?” la nostra mente troverà gli alibi per quanto è successo.
Inutile chiedersi “di chi è la colpa ? perché sono così ?”, la nostra mente troverà “il colpevole” (ipotetico) e questo le basterà per scaricare la responsabilità su altri (quindi non mi muovo perché non dipende da me).
Inutile portare tanti “si, ma … si, però…” con i “ma” e i “però” le soluzioni non arriveranno mai !

Come fare allora ?
Diamo un compito ben chiaro alla nostra mente e lei troverà la soluzione:
“come posso fare per ripartire ?”, “che mi serve ?”, “dove posso procurarmelo ?”, “cosa mi può ostacolare e come posso superare l’ostacolo ?” queste sono solo alcune domande che iniziano a far muovere la nostra mente nella direzione giusta: nella ricerca di soluzioni !
“Chi mi può essere di sostegno e aiuto ?”, “chi mi può mettere in contatto con…”, “dove posso informarmi per…”, “chi mi può insegnare…” e così via…

Una domanda che ho verificato molto efficace in molti incontri di coaching è la seguente:
“Se al tuo posto ci fosse una persona molto, ma molto brava, che farebbe al tuo posto ?” e a questo punto la maggioranza delle persone iniziano ad esporre soluzioni fantastiche e concrete.
“Ma allora che ti trattiene dal non farlo tu ?” rispondo io..
“già… che mi trattiene ? il freno a mano !!!” ,
“ma se lasci quel freno a mano non pensi di andare più spedito verso i tuoi obiettivi ?”,
“si, certo !”,
“OK allora quando cominci ?”
e di solito la risposta è “adesso !” e con mia grande gioia vedo davanti a me una persona finalmente determinata e consapevole sul da farsi. Davanti a me ho una persona senza più il “freno a mano tirato”.

E tu ? quando levi il tuo freno a mano ?
Se ne vuoi sapere di più segui questo video:
https://www.youtube.com/watch?v=ZNlp8KvX1To

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Carlo Pavarani

“KAIZEN !” UNA FILOSOFIA DI VITA VENUTA DA LONTANONiente paura, non è una parolaccia, è un termine giapponese che signif...
29/03/2017

“KAIZEN !” UNA FILOSOFIA DI VITA VENUTA DA LONTANO

Niente paura, non è una parolaccia, è un termine giapponese che significa “miglioramento”, che in realtà indica una vera e propria filosofia di vita indirizzata al miglioramento continuo. Si fonda sul principio che è molto più facile e proficuo fare dei piccoli miglioramenti quotidiani piuttosto che grandi sconvolgimenti una volta all’anno.
Ciò che ci insegna è che ognuno di noi dovrebbe, ogni giorno, riflettere su come ha eseguito le proprie attività ieri e come poterle eseguire meglio oggi. Non si tratta di sconvolgere il mondo, si tratta solo di trovare un sistema migliore, un espediente, magari che ci fa risparmiare tempo, oppure denaro, oppure fatica.
Kaizen (in giapponese) è composta da due ideogrammi, il primo significa “cambio” il secondo “buono”. Questo ci ricorda che il cambio non deve essere casuale o “giusto per cambiare”, ma deve essere un cambio “migliorativo”, altrimenti è meglio restare come si è !
Se pensate che questa norma di vita sia la solita filosofia astratta vi sbagliate di grosso ! Importanti aziende giapponesi (ma non solo) hanno sposato questa filosofia nelle loro governance raggiungendo traguardi di qualità e soddisfazione clienti ai massimi livelli. Toyota e Honda per citare solo due esempi.

MA COME APPLICARE QUESTA FILOSOFIA ALLA VITA DI TUTTI I GIORNI ?
Cominciate con un’attività molto semplice, ad esempio la spesa settimanale, oppure portare il figlio a scuola, oppure le pulizie domestiche.
Pensate come avete sempre fatto e, con la mente aperta al cambiamento e tanta creatività, iniziate a fare delle ipotesi migliorative (anche fantasiose e apparentemente assurde, se vi va).
La domanda a cui rispondere è: ”come posso farlo meglio ?”
Fatene una lista, poi scegliete quella che, secondo voi è la più realizzabile e soprattutto che vi potrebbe portare un concreto vantaggio, anche piccolo, ma quantificabile.
Provatela alla prima occasione e controllate se avete realmente migliorato. Se la risposta è NO, provate un altro metodo, se la risposta è SI, COMPLIMENTI ! avete realizzato il vostro primo KAIZEN !
Ricorda che questo è solo il primo passo ! “kaizen” significa tanti piccoli passi quotidiani, per migliorare costantemente nel tempo !

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Carlo Pavarani

27/03/2017

“CAMBIA LA TUA VITA !” … FACILE A DIRSI …

Si fa presto a dire “cambia !” ma non è così facile come sembra.
Il processo di cambiamento è possibile, ma i motivi per cui le persone cambiano sono 3: si cambia per amore, si cambia per shock, si cambia per scelta. Tralasciando i primi due (che dipendono da fattori casuali ed esterni alla nostra volontà) focalizziamoci sul terzo: il cambio per scelta consapevole.
L’ostacolo principale che si incontra è fare i conti con l’abitudine: il nostro cervello cerca di automatizzare qualsiasi attività (perché gli costa meno fatica) quindi smontare un abitudine per sostituirla con un’altra è una trasformazione che il nostro cervello rifiuta e a cui si oppone.
Si dice che per far diventare abitudine un operazione occorre ripeterla per almeno 28 volte, di cui le prime saranno durissime (e molto spesso la gente rinuncia) poi mano a mano la reticenza al cambiamento inizia a calare fino a farla diventare… una nuova abitudine !
Nel processo di cambiamento esistono diverse fasi che se non vengono assolte non permettono di passare alla fase successiva.

Le nove fasi (integrate in un test autovalutativo) le trovate a questo link:
http://www.carlopavarani.it/TestAutovalutazioneProcessoCambiamento.pdf

Ora in sintesi vediamo i principali passaggi:
• Cambierai solo quando ti sarai reso conto che non puoi più comportarti come hai fatto finora
• Cambierai se la smetterai di pensare “devo cambiare” ed inizierai a pensare “voglio cambiare”
• Inizierai a pensare “voglio cambiare” quando ti renderai conto dei vantaggi che ne trarrai e la smetterai di pensare a quello a cui dovrai rinunciare
• Il modo migliore per cambiare è quello di iniziare a farlo, anche se cambia solo il tuo comportamento (per ora) ti darai la possibilità di verificare se il cambio produce gli effetti sperati.
• Se “porterai a casa le prime vittorie” ovvero vedrai che il cambio produce gli effetti desiderati cambierà il tuo modo di essere ed il tuo processo di cambiamento sarà realizzato.

Qui un breve filmato maggiormente esplicativo
https://www.youtube.com/watch?v=i7YOgH5GOzk

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grazie
Carlo Pavarani

“CAMBIA LA TUA VITA !” … FACILE A DIRSI …Si fa presto a dire “cambia !” ma non è così facile come sembra.Il processo di ...
27/03/2017

“CAMBIA LA TUA VITA !” … FACILE A DIRSI …

Si fa presto a dire “cambia !” ma non è così facile come sembra.
Il processo di cambiamento è possibile, ma i motivi per cui le persone cambiano sono 3: si cambia per amore, si cambia per shock, si cambia per scelta. Tralasciando i primi due (che dipendono da fattori casuali ed esterni alla nostra volontà) focalizziamoci sul terzo: il cambio per scelta consapevole.
L’ostacolo principale che si incontra è fare i conti con l’abitudine: il nostro cervello cerca di automatizzare qualsiasi attività (perché gli costa meno fatica) quindi smontare un abitudine per sostituirla con un’altra è una trasformazione che il nostro cervello rifiuta e a cui si oppone.
Si dice che per far diventare abitudine un operazione occorre ripeterla per almeno 28 volte, di cui le prime saranno durissime (e molto spesso la gente rinuncia) poi mano a mano la reticenza al cambiamento inizia a calare fino a farla diventare… una nuova abitudine !
Nel processo di cambiamento esistono diverse fasi che se non vengono assolte non permettono di passare alla fase successiva.

Le nove fasi (integrate in un test autovalutativo) le trovate a questo link:
http://www.carlopavarani.it/TestAutovalutazioneProcessoCambiamento.pdf

Ora in sintesi vediamo i principali passaggi:
• Cambierai solo quando ti sarai reso conto che non puoi più comportarti come hai fatto finora
• Cambierai se la smetterai di pensare “devo cambiare” ed inizierai a pensare “voglio cambiare”
• Inizierai a pensare “voglio cambiare” quando ti renderai conto dei vantaggi che ne trarrai e la smetterai di pensare a quello a cui dovrai rinunciare
• Il modo migliore per cambiare è quello di iniziare a farlo, anche se cambia solo il tuo comportamento (per ora) ti darai la possibilità di verificare se il cambio produce gli effetti sperati.
• Se “porterai a casa le prime vittorie” ovvero vedrai che il cambio produce gli effetti desiderati cambierà il tuo modo di essere ed il tuo processo di cambiamento sarà realizzato.

Qui un breve filmato maggiormente esplicativo
https://www.youtube.com/watch?v=i7YOgH5GOzk

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Carlo Pavarani

PERCHE’ IL LINGUAGGIO DEL CORPO E’ TANTO IMPORTANTE ?A differenza del linguaggio parlato, il linguaggio del corpo comuni...
23/03/2017

PERCHE’ IL LINGUAGGIO DEL CORPO E’ TANTO IMPORTANTE ?
A differenza del linguaggio parlato, il linguaggio del corpo comunica direttamente al nostro inconscio trasmettendo sensazioni molto ben percettibili che a volte confermano, a volte smentiscono ciò che diciamo. Non ha bisogno di passare dal cervello “razionale” perché è istintivo, atavico, quindi molto più veloce ed efficace del parlato. E’ un linguaggio universale che non necessita di scolarizzazione: un infante ancor prima di imparare a parlare, comunicherà con il corpo le sue necessità (“voglio quello” basterà indicarlo col dito o lo sguardo, “mi sento a disagio” basterà l’espressione del volto, “sono felice” ancora con lo sguardo o un sorriso, ecc.).
Attraverso il linguaggio del corpo, inoltre, trasmettiamo molto efficacemente le emozioni e questo ne fa un veicolo straordinario per migliorare le nostre abilità oratorie nel coinvolgimento dei nostri interlocutori.

Talvolta capita che le persone per “errate abitudini” trasmettano sensazioni contradditorie con quanto stanno dicendo, rendendosi così, agli occhi dell’ascoltatore, persone ambigue.
Tipico è il caso di quelle persone che mentre dicono una frase affermativa (ad esempio “questa pizza è molto buona !”) scuotono la testa orizzontalmente come per dire “no”. Questa contraddizione, a livello inconscio, genera nell’ascoltatore il dubbio che… quella pizza non sia poi tanto buona…
Se fate parte di quelle persone che per abitudine scuotono la testa orizzontalmente mentre dicono frasi affermative, (e ce ne sono tantissime) il mio consiglio è quello di modificare le vostre abitudini. Quando dite una frase affermativa: “questa pizza è buona” provate a fare “si” con la testa; la vostra comunicazione sarà molto più efficace !

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Carlo Pavarani

21/03/2017

COME RICONOSCERE UN VENDITORE TRUFFALDINO ?

Come facciamo a capire se il venditore che abbiamo davanti ci sta consigliando bene, o lo fa solo per il suo tornaconto ? Si dice che: “Un bravo venditore ha una buona parlantina !”. Questa è una delle frasi più sbagliate che io abbia mai sentito ! La prima qualità di un bravo venditore è la capacità di ASCOLTARE, non di parlare ! La vendita è tecnicamente suddivisa in diverse fasi (in altri post ve le spiegherò più approfonditamente) ma la più importante (ed anche la più lunga in termini di tempo) è la cosiddetta “analisi delle esigenze” ovvero quando il venditore vi fa una vera e propria “intervista” per comprendere esattamente quale prodotto assolve le vostre reali esigenze.

Facciamo un esempio: vi recate in un negozio per comprare un computer e appena dite “mi serve un PC !” il commesso inizia ad illustrarvi diversi modelli, a volte partendo dal più economico, a volte dal più caro. Ebbene questo venditore non sta facendo bene il suo lavoro, anzi probabilmente ha solo voglia di vendervi un computer, se parte dal più economico forse perché pensa che la vendita sarà più facile, se parte dal più costoso forse perché ha degli incentivi sul venduto.

Un bravo commesso invece inizierà a farvi domande del tipo: “ Quali applicazioni andrà ad utilizzare ?”, “Ha qualche esigenza particolare ?”, “ Il computer lo userà solo lei o anche qualcuno della sua famiglia con altre esigenze ?”, “Cosa le piace del suo attuale computer e cosa no ?”. ecc.. Questo permetterà al venditore di identificare chiaramente il prodotto più adatto alle vostre esigenze e potrà così consigliarvi al meglio. Quando vi illustrerà il prescelto, farà emergere come le caratteristiche di quel prodotto rispondono esattamente alle vostre esigenze. Diffidate quindi dei venditori che parlano troppo e ascoltano poco !

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Carlo Pavarani

17/03/2017

E’ MEGLIO FARE PRIMA LE COSE URGENTI O QUELLE IMPORTANTI ?
Spesso mi sento fare questa domanda, ma in realtà il quesito è posto nei termini sbagliati. L’urgenza ha a che fare con il tempo, mentre l’importanza ha a che fare con il peso, l’incidenza, l’impatto che un’attività ha nella nostra vita. Generalmente rispondo che è meglio fare prima le cose importanti, infatti tra le cose urgenti possono celarsi attività di poco conto e solo per il fatto che sono in scadenza assumono nella nostra mente l’errata idea di essere anche importanti. Al contrario procrastinare un’attività importante potrebbe avere un esito spiacevole nella nostra vita. Se fate parte della grande schiera delle persone sempre in ritardo sulle le mille cose da fare, troverete nel link qui sotto un piccolo ma molto efficace esercizio per capire come organizzare meglio il nostro tempo. Ovviamente se vi servono chiarimenti scrivetemi pure.

http://www.carlopavarani.it/GestisciImpegni.pdf

16/03/2017

Ciao e benvenuto/a nella mia nuova pagina. Qui tratteremo argomenti di vendita, sviluppo personale e coaching. SEGUIMI !

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