03/06/2026
«Quella dobbiamo farla saltare in aria». E' questa la frase che due collaboratori di giustizia del Processo hanno riportato, in due momenti diversi e senza che l'uno fosse a conoscenza delle parole dell'altro, durante gli interrogatori.
La minaccia è riferita ad Alessandra Cerreti, sostituta procuratrice della Direzione Distrettuale Antimafia, titolare assieme al collega Rosario Ferracane, anche lui minacciato, dell'inchiesta.
Il progetto di un attentato viene fatto risalire da uno dei due collaboratori addirittura all'inizio di quest'anno, prima del verdetto del rito abbreviato. L'altro invece ne parla come di progetto emerso nell'ottobre 2024, quando il GIP aveva bocciato decine di richieste di arresto.
Su una cosa concordano i due collaboratori: i boss hanno disponibilità di armi e a un certo punto cercano di reperire persino bombe a mano.
Dopo aver rafforzato ulteriormente le misure di sicurezza, già da tempo sotto l'abitazione della magistrata è vietato parcheggiare. E ogni giorno, prima di poter rientrare, deve aspettare che vengano eseguite le operazioni di bonifica in casa.
Nell'esprimere solidarietà alla dott.ssa Cerreti e al Dott. Ferracane, chiediamo a questo punto a tutta la cittadinanza di partecipare in massa alla prossima udienza del processo, che si terrà giovedì 18 giugno alle h 10:00 presso l'aula bunker davanti al carcere di San Vittore.
Noi di ci saremo come parte civile costituita al processo.