Associazione Memoria e Futuro

Associazione   Memoria e Futuro Portella della Ginestra, piazza Fontana, delitto Moro, i terrorismi, i delitti politici, le stragi del ‘92 e ’93: segreti e misteri di Stato.

Osservatorio storico-analitico sui fatti che dal dopoguerra hanno segnato la storia italiana con l'azione di sistemi di potere occulto e orientamenti politici volti a modificare in senso autoritario gli equilibri sanciti dalla Costituzione Repubblicana Non è più rinviabile l’esigenza di un approfondimento storico e culturalmente critico, libero da qualsiasi condizionamento ideologico, sulle

stagioni stragiste, su eventi tragici che hanno segnato il nostro Paese dal dopoguerra ad oggi. Eventi spesso uniti da una regia orientata da interessi politici nazionali ed internazionali, che si è adoperata per insabbiare, depistare e occultare. Siamo di fronte ad una sorta di mafiosizzazione culturale di importanti settori dello Stato, ed una narrazione falsata degli eventi storici rafforza domande dolorose e legittime che ancora attendono risposte. E le pretendono quanti, donne e uomini liberi e di tenace concetto, ricchi di sensibilità e intelligenza, vogliono lottare per il diritto alla verità.

03/06/2026

«Quella dobbiamo farla saltare in aria». E' questa la frase che due collaboratori di giustizia del Processo hanno riportato, in due momenti diversi e senza che l'uno fosse a conoscenza delle parole dell'altro, durante gli interrogatori.

La minaccia è riferita ad Alessandra Cerreti, sostituta procuratrice della Direzione Distrettuale Antimafia, titolare assieme al collega Rosario Ferracane, anche lui minacciato, dell'inchiesta.

Il progetto di un attentato viene fatto risalire da uno dei due collaboratori addirittura all'inizio di quest'anno, prima del verdetto del rito abbreviato. L'altro invece ne parla come di progetto emerso nell'ottobre 2024, quando il GIP aveva bocciato decine di richieste di arresto.

Su una cosa concordano i due collaboratori: i boss hanno disponibilità di armi e a un certo punto cercano di reperire persino bombe a mano.

Dopo aver rafforzato ulteriormente le misure di sicurezza, già da tempo sotto l'abitazione della magistrata è vietato parcheggiare. E ogni giorno, prima di poter rientrare, deve aspettare che vengano eseguite le operazioni di bonifica in casa.

Nell'esprimere solidarietà alla dott.ssa Cerreti e al Dott. Ferracane, chiediamo a questo punto a tutta la cittadinanza di partecipare in massa alla prossima udienza del processo, che si terrà giovedì 18 giugno alle h 10:00 presso l'aula bunker davanti al carcere di San Vittore.

Noi di ci saremo come parte civile costituita al processo.

03/06/2026
02/06/2026
Care e cari, a Voi il programma di “Costruire luoghi dell’eguaglianza”, la tappa catanese della Carovana dell’Intrapresa...
02/06/2026

Care e cari, a Voi il programma di “Costruire luoghi dell’eguaglianza”, la tappa catanese della Carovana dell’Intrapresa Sociale, che si terrà il 5 e 6 giugno all’Istituto “Angelo Musco”.

Abbiamo provato a costruire un percorso, non una semplice successione di interventi: partire dalla voce dei giovani; interrogarci su come costruire percorsi di eguaglianza; guardare la città dai suoi margini e dai luoghi in cui le fratture diventano più visibili; attraversare scuole, quartieri, patti educativi e Hub Comunità Educante.

Infine, intrecceremo le esperienze catanesi con quelle di Palermo e Messina e con gli sguardi del Forum Disuguaglianze e Diversità e della Carovana.

La mattina del 6 sarà un momento particolarmente importante. Il dialogo tra Serena Spoto e Andrea Morniroli aprirà il confronto su istituzioni, territori e funzione pubblica. La discussione comune, guidata dalla Carovana, sarà uno spazio aperto nel quale tutte e tutti, anche oltre le voci già previste nel programma, potranno intervenire per mettere a fuoco quanto emerso, far affiorare domande e individuare possibili percorsi di lavoro.

Vi aspettiamo. E vi chiediamo di aiutarci a far circolare il programma.

02/06/2026

Viva la Repubblica.

31/05/2026

La morte di Falcone mi ha lasciato in uno stato di grave situazione psicologica per il dolore provato, in quanto non si tratta soltanto di un collega o compagno di lavoro ma, probabilmente del più vecchio degli amici che è venuto meno.
Ho temuto nell’immediatezza della morte di Falcone una drastica perdita di entusiasmo nel lavoro che faccio. Fortunatamente, non dico di averlo ritrovato, ho almeno ritrovato la rabbia di continuarlo a fare.
(Paolo Borsellino)

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