28/10/2026
Buon pomeriggio a tutti da Specialisti del ViVo - SDV srl.
Abbiamo già parlato di come i crostacei emettano una vasta gamma di suoni per comunicare, in particolare le aragoste, che emettono il cosiddetto Rasp. È stato assunto a lungo che esso avesse principalmente una funzione antipredatoria, poichè è stato osservato praticamente sempre durante la manipolazione degli animali in laboratori e stabulari. Durante uno studio del 2011, in cui risultati sono stati registrati a distanza in vasche outdoor in Sicilia appositamente per non causare disturbo esterno agli animali, sono emersi pareri contrastanti. Le registrazioni acustiche e i filmati sono stati effettuati su gruppi di aragoste reali in presenza di un potenziale predatore (un polpo vivo), gruppi in assenza del polpo e aragoste singole, senza polpo. È emerso come il Rasp sia prodotto in contesto chiaramente antipredatorio, in presenza del polpo, con suoni chiaramente udibili dall'orecchio umano e associato a comportamenti difensivi quali colpi di coda, frustate e colpi di antenne. In assenza del predatore, il suono era a malapena udibile e non vi erano comportamenti particolari. Tuttavia, l'analisi acustica del Rasp ha evidenziato come i cefalopodi e i pesci predatori, principali minacce per l'aragosta, siano praticamente sordi a suoni della frequenza con cui viene prodotto. Sono state formulate quindi diverse ipotesi, tra cui che il Rasp abbia lo scopo di attrarre altri predatori che possano interferire nella situazione, procurando una possibilità di fuga all'aragosta; oppure che abbia lo scopo di reclutare altre aragoste e rendere noto il pericolo, per fronteggiare in gruppo il nemico, o anche per spaventare lo stesso in caso entri direttamente a contatto con il crostaceo, mediante la forte vibrazione prodotta. Al momento le ipotesi sono ancora aperte: è tuttavia certo che, in ambito sperimentale, aragoste tropicali Panulirus argus con l'apparato stridulatore danneggiato, non più in grado di produrre rasp, siano statisticamente più soggette a predazione rispetto ad aragoste con apparato stridulatore intatto.