Specialisti del ViVo - SDV srl

Specialisti del ViVo -  SDV srl Azienda specializzata nell'importazione e commercializzazione di Crostacei Vivi e Prodotti Ittici di qualità. Vivaio crostacei da 20.000 kg in Misano adriatico.

Importazione e distribuzione all'ingrosso di crostacei vivi e prodotti ittici.

Continua la puntata sui cirripedi: crostacei su crostacei parte 2!I cirripedi, in quanto crostacei, possiedono tutta una...
19/06/2026

Continua la puntata sui cirripedi: crostacei su crostacei parte 2!

I cirripedi, in quanto crostacei, possiedono tutta una serie di appendici corporee. Tuttavia, alcune sono scomparse, a seguito degli adattamenti alla vita sessile, mentre le restanti sono divenute strumenti specializzati. In particolare, le più sviluppate sono gli arti toracici: il quarto, il quinto e il sesto paio sono divenute cirri, che danno il nome al gruppo, e costituiscono un efficiente apparato filtrante in grado di catturare il nutrimento: plancton animale, anche di dimensioni cospicue come larve di molluschi e uova di pesci. Le prime tre paia invece sono divenute massillipedi, che raccolgono il cibo filtrato dai cirri e lo trasferiscono alla bocca. Anch'essa è singolare, in quanto situata all'estremità di una struttura sporgente detta cono orale. Il cibo viene poi masticato in maniera inaspettatamente classica, mediante mandibole e mascelle. I cirri hanno anche funzione respiratoria: i balani infatti sono privi di branchie e l'ossigeno viene assunto attraverso tutta la superficie della cavità del mantello, ovvero lo spazio delimitato all'interno della muraglia, e in parte anche tramite il tegumento dei cirri stessi.

A breve la puntata 3!

In foto, cirripedi su uno dei nostri granciporri atlantici.

Oggi Specialisti del ViVo -  SDV srl vi racconta di un piccolo organismo, che ci capita di vedere spessissimo ma a cui i...
17/06/2026

Oggi Specialisti del ViVo - SDV srl vi racconta di un piccolo organismo, che ci capita di vedere spessissimo ma a cui il più delle non diamo troppo peso: lo possiamo vedere su crostacei, attaccato al guscio o alle zampe, o sulle conchiglie di ostriche e cozze, ma ben si adatta a qualunque superficie sommersa. Ben noto come "dente di cane" ai più, noi specialisti dei crostacei lo possiamo denominare in modo più preciso: balano, o cirripede; si tratta infatti di crostacei a tutti gli effetti, dall'aspetto estremamente modificato come conseguenza alla vita sessile, cioè perennemente adesi a un substrato. I cirripedi formano una sottoclasse, detta appunto Cirripedia, che significa "dai piedi arricciati": questa è solo una delle moltissime, insolite peculiarità che caratterizzano questi animali, e consiste nell'evoluzione delle zampe toraciche nei cosiddetti cirri, dall'aspetto simile a piume, con lo scopo di filtrare il nutrimento dall'acqua. I cirripedi intesi come balani e simili sono infatti planctofagi, nutrendosi essenzialmente di plancton. A lungo considerati molluschi, per comprendere la loro particolare struttura bisogna partire dal primo stadio larvale, detto nauplio come quello degli altri crostacei e vivente libero in acqua. Esso diviene poi una cypris, di forma ovale e con un piccolo guscio bivalve, che va alla ricerca di una superficie su cui stabilirsi. Una volta trovata, vi aderisce con le antenne, che producono una sostanza proteica adesiva detta cemento, e non si stacca più. La cypris a questo punto subisce una serie di profondi cambiamenti morfologici, che vedono la comparsa di un guscio calcareo esterno, detto muraglia, composto da 6 piastre, ognuna con nomi ben precisi: una carena, un rostro, due carenolaterali e due rostrolaterali. Rimane una piccola apertura, che può essere chiusa con ulteriori 4 pezzi mobili: due terga e due scuta. Continueremo nei prossimi post con la descrizione dei più bizzarri tra i crostacei!

In foto, cirripedi che ricoprono alcune delle nostre granceole atlantiche: letteralmente crostacei su crostacei.

SDV vi propone un autentico gioiello sardo di recentissima concezione: la Ortijone, ostrica concava allevata nell'intere...
10/06/2026

SDV vi propone un autentico gioiello sardo di recentissima concezione: la Ortijone, ostrica concava allevata nell'interezza del ciclo produttivo nelle acque del Golfo di Olbia. Cominciata nel 2023, la produzione di questa ostrica ha trovato in questa località un fertilissimo terreno di crescita; grazie alle acque ricche di fitoplancton, le ostriche ricavano nutrimento in abbondanza e presentano un tasso di carnosità assolutamente eccezionale, testimoniato anche dalla sagoma della conchiglia, spiccatamente bombata. Quest'ultima si presenta perfettamente regolare, a goccia, dalla superficie liscia e levigata, particolarmente bianca. La carne è ricca, delicatamente sapida e di consistenza cremosa, con mantello color bianco-crema sfumato di verde, caratteristica conferitagli dall'abbondante nutrimento a base di plancton vegetale. Inoltre, dato il metodo di allevamento basato su cestini australiani, le ostriche attraversano fasi alternate di emersione e immersione nelle acque del Golfo, dando così, oltre alla crescita regolare del guscio, un callo particolarmente robusto e voluminoso che l'ostrica esercita per tenere chiuse le valve durante le ore di "bassa marea. Tale particolare unisce croccantezza e dolcezza al tutto, creando un vero capolavoro di gusto.

Buon pomeriggio a tutti da Specialisti del ViVo -  SDV srl!Oggi abbiamo una particolarità... offerta da uno dei nostri a...
27/05/2026

Buon pomeriggio a tutti da Specialisti del ViVo - SDV srl!

Oggi abbiamo una particolarità... offerta da uno dei nostri astici canadesi!

La forma è in tutto e per tutto quella di un normale astice, ma il colore è del tutto particolare: sul dorso è infatti visibile una linea longitudinale di demarcazione molto netta: i casi più estremi sono dovuti a chimerismo, ovvero alla presenza nello stesso animale di due genomi diversi. È celebre il caso dei rarissimi astici interessati da tale fenomeno, che possono presentarsi di due colori molto diversi, come normale "wildtype" e axantico, ovvero blu, oppure wildtype e xantico, ovvero giallo, nettamente separati da una linea longitudinale perfettamente dritta. Il nostro astice presenta invece soltanto l'addome interessato da due colorazioni diverse, e non è certo che si tratti di chimerismo, ma rimane comunque un fenomeno molto raro e particolare da osservare.

Buongiorno a tutti da Specialisti del ViVo -  SDV srl!Oggi tema diverso dai crostacei: parliamo di un particolare pesce ...
22/05/2026

Buongiorno a tutti da Specialisti del ViVo - SDV srl!

Oggi tema diverso dai crostacei: parliamo di un particolare pesce e di alcune sue insolite caratteristiche.

La corba rossa, commercialmente nota come ombrina atlantica o ombrina ocellata, è una grossa ombrina originaria delle coste atlantiche occidentali. La tipica colorazione ramata della pelle, con il caratteristico ocello nero vicino alla coda, unitamente ad altri dettagli anatomici ne hanno valso la classificazione in un genere a parte: Sciaenops, comprendente unicamente la corba, Sciaenops ocellatus. Sciaenops deriva dal latino e significa letteralmente "che somiglia a Sciaena", ovvero che somiglia alla corvina, della stessa famiglia, Sciaenidae. Una caratteristica tipica di questa famiglia di pesci è la comunicazione mediante suoni: chiaramente non emessi tramite corde vocali, bensì mediante forti vibrazioni della vescica natatoria. Essa si presenta di forma complessa e con pareti spesse, su cui si esercita l'azione di una serie di muscoli; la vibrazione così prodotta si amplifica e può essere modulata a diverse velocità e intensità, in genere la frequenza si aggira tra 140 e 160 Hz. L'emissione principale di questi suoni si ha soprattutto da parte dei maschi durante la frega, che va da circa metà agosto a metà ottobre. Essi cominciano ad emettere richiami dall'imbrunire, aumentando intensità fino a che il suono diviene tambureggiante: ciò ne ha valso il nome comune con cui la corba è nota negli Stati Uniti: Red drum, il tamburo rosso.

Che cosa hanno in comune granceola e granciporri? Ve lo diciamo noi di Specialisti del Vivo!Il granciporro e la granceol...
20/05/2026

Che cosa hanno in comune granceola e granciporri? Ve lo diciamo noi di Specialisti del Vivo!

Il granciporro e la granceola sono due crostacei abbastanza differenti, appartenenti a due famiglie diverse (Cancridae il granciporro, Majidae la granceola). Sono tuttavia entrambi granchi, termine estremamente generico che può indicare una vastissima gamma di animali diversi. Ecco quindi che, entrando nello specifico, possiamo sostituire il termine granchi con la denominazione tassonomica, di derivazione greca: i granchi rappresentano un infraordine di Decapoda, detto Brachyura: significa letteralmente "corta coda", riferendosi all'addome piccolo e ripiegato verticalmente sotto al torace, dato che chiaramente si tratta di animali sprovvisti di coda vera e propria.

Buongiorno a tutti da Specialisti del ViVo -  SDV srl!Ogni tanto spunta qualche particolarità... come questo astice cana...
15/05/2026

Buongiorno a tutti da Specialisti del ViVo - SDV srl!

Ogni tanto spunta qualche particolarità... come questo astice canadese dalla singolare marmorizzatura!

Si tratta di xantismo parziale, diffuso a mosaico. Lo xantismo, diffuso in diversi gruppi di animali come crostacei, pesci, anfibi e rettili, consiste nell'anomala colorazione gialla di parti del corpo che solitamente si presentano di un altro colore. Può essere totale, dando quindi un animale interamente giallo, che può presentare occhi normali o bianchi a seconda dell'assenza o meno di albinismo, oppure parziale, con pattern di diffusione variabili come macchie, strisce o pezzature, come è il caso del nostro astice.

I crostacei hanno una struttura molto particolare e complessa, e noi di Specialisti del ViVo -  SDV srl siamo pronti a s...
13/05/2026

I crostacei hanno una struttura molto particolare e complessa, e noi di Specialisti del ViVo - SDV srl siamo pronti a svelarne ogni segreto.

Oggi parliamo di un piccolissimo dettaglio, che gioca un ruolo enorme: osservando la base delle antenne, proprio sul primo segmento che si innesta sul capo, è possibile notare un minuscolo poro. Sono visibili soprattutto nei crostacei più grandi e con antenne ben sviluppate come astici e aragoste, ma sono presenti in tutti i decapodi, quindi anche in granchi e gamberi vari. Ogni poro rappresenta lo sbocco verso l'esterno delle ghiandole antennali, o ghiandole verdi: esse costituiscono, per i crostacei, l'equivalente dei reni per i vertebrati. Hanno la funzione di filtrare le sostanze di rifiuto dal sangue ed espellerle sotto forma di urina; assolvono anche al mantenimento dell'equilibrio idrico e osmotico all'interno del crostaceo, espellendo l'acqua in eccesso. In più, possiedono anche funzione comunicativa, soprattutto nelle specie più territoriali come astici e granchi: durante la comunicazione tra diversi individui, il crostaceo che manda informazioni invia un flusso di urina contente segnali chimici sulle antenne del crostaceo ricevente, che ne recepisce così il significato. In alcuni casi, è stato dimostrato anche un certo grado di riconoscimento individuale grazie alla "firma" chimica, provata nei maschi di astice europeo e americano, che riconoscono gli altri maschi con cui hanno già combattuto in passato.

Buongiorno a tutti da Specialisti del ViVo -  SDV srl!I nostri crostacei riservano sempre sorprese. Oggi infatti parliam...
08/05/2026

Buongiorno a tutti da Specialisti del ViVo - SDV srl!

I nostri crostacei riservano sempre sorprese. Oggi infatti parliamo di rigenerazione!

I crostacei, facendo parte del phylum Arthropoda ( = "piedi articolati"), possiedono come è ben noto un robusto esoscheletro di chitina rinforzato da carbonato di calcio, il cosiddetto guscio o corazza. Esso è formato da parti dure dette scleriti articolate tra loro da parti morbide dette pleure, per consentire il movimento. Con la crescita il crostaceo sostituisce periodicamente l'escoscheletro con uno più grande, facendo la cosiddetta muta. Questo processo dona ai crostacei e agli artropodi in generale, come insetti e aracnidi, la sorprendente capacità di rigenerare parti p***e come zampe, chele, antenne. La parte persa viene rimpiazzata con un abbozzo morbido, che nel corso di una o due mute si accresce fino a divenire uguale al "pezzo originale". In questo caso vediamo alcuni astici americani, particolarmente soggetti a lesioni date le frequenti interazioni aggressive intraspecifiche, durante il processo di ricrescita delle zampe toraciche e delle antenne, queste ultime avvolte a spirale, per raddrizzarsi dopo la muta. A volte, la parte rigenerata può assumere forme bizzarre, come la chela e il rostro dell'astice in foto. Ciò è probabilmente dovuto a scoordinamento nella disposizione dei tessuti, a causa della distribuzione delle cellule staminali deputate alla ricrescita.

Buongiorno a tutti da Specialisti del ViVo -  SDV srl!Che cosa hanno in comune aragoste e cigaleApparentemente abbastanz...
06/05/2026

Buongiorno a tutti da Specialisti del ViVo - SDV srl!

Che cosa hanno in comune aragoste e cigale
Apparentemente abbastanza diverse, sono in realtà molto simili. Appartengono rispettivamente alle famiglie Palinuridae e Scyllaridae, che insieme costituiscono un intero infraordine dei crostacei decapodi: Achelata, che significa "senza chele". Aragoste e cigale infatti sono caratterizzate dall'assenza delle chele sugli arti toracici, tipiche invece di altri crostacei come astici e granchi. Possiedono invece un artiglio molto robusto, che può contrapporsi a un dente per formare una pro-chela come nell'aragosta reale e nell'aragosta di Capo Verde. Altre caratteristiche in comune sono la presenza di un particolare stadio larvale dal corpo appiattito e trasparente, detto fillosoma ("dal corpo a foglia") e la presenza di antenne molto sviluppate, di forma cilindrica nelle aragoste e appiattita nelle cigale.
L'unica eccezione che conferma la regola degli Achelata sono le femmine adulte, che possiedono una piccolissima chela sull'ultimo paio di zampe toraciche, usata per sistemare le uova sotto l'addome.

In foto aragosta atlantica, cigala reale e aragosta reale.

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