05/09/2012
Argento: metallo nobile
L’argento è metallo molto duttile, di colore chiaro e lucente, considerato fin dall’antichità il più prezioso dopo l’oro.
Ottimo conduttore di elettricità e sensibile alla luce, è molto usato nell’industria elettrica e fotografica.
Per le sue caratteristiche di atossicità e antibattericità, viene impiegato in medicina per gli strumenti chirurgici e gli inserti ortopedici. La sua neutralità ai sapori e ai colori ha indotto i sommeliers a sceglierlo per il loro simbolo, il “tastevin”, in cui versano il vino di cui intendono valutare sapore e colore.
Anche noti ristoranti hanno adottato in cucina pentole in argento, avendo constatato che questo metallo è eccellente per la cottura, poiché trasmette uniformemente il calore e permette di percepire distintamente i sapori dei vari ingredienti.
L’argento, inoltre, è molto gradevole al tatto ad il suo biancore non è mai freddo.
In condizioni normali è inalterabile, ma a contatto con l’acido solfidrico presente nell’aria si ossida, per cui, in zone con atmosfera inquinata o salmastra, tende ad assumere riflessi gialli, bluastri ed infine neri, eliminabili con molta facilità se pulito con i prodotti adatti.
Le sue caratteristiche chimiche sono:
• simbolo AG;
• peso specificato 10,5;
• punto di fusione 961°;
• punto di ebollizione 1955°;
• durezza 2,5/3.
L’argento è un metallo molto malleabile che può essere laminato fino alla trasparenza, il che gli ha sempre consentito di adattarsi ad ogni esigenza dell’uomo.
L’argento puro allo stato naturale è molto raro; generalmente si trova in combinazione con il piombo, da cui viene separato con il metodo dalla coppellazione, tecnica già conosciuta in Medio Oriente nel VII millennio a.C. L’argento puro ricavato da questo procedimento si chiama coppella e ha la forma di granuli.
I più importanti giacimenti si trovano in Canada, Stati Uniti, Russia, Perù e Messico.
In Italia ci sono piccoli giacimenti in Sardegna.
Gli argentieri italiani sono i primi nel mondo per qualità e quantità. La produzione d’articoli in argento massiccio, cioè a titolo 925 millesimi e 800 millesimi, supera le 1600 tonnellate, mentre quella della Germania, per esempio, non tocca le 300 tonnellate e quella della Gran Bretagna è inferiore alle 100 tonnellate.
Titoli e marchi
A seguito della Disciplina dei Metalli preziosi, la cui revisione più recente è entrata in vigore il 2 ottobre 1999, i titoli legali da garantire a fusione sono per l’argento:
La lega è costituita da 800 parti d’argento puro e 200 parti di rame
La lega è costituita da 925 parti d’argento puro e 75 parti di rame.
Marchi d’identificazione
L’argento non può essere lavorato o venduto senza una speciale Licenza rilasciata dallo Stato Italiano.
Ad ogni fabbricante viene attribuito un marchio recante una stella a cinque punte, il numero di matricola del fabbricante e la sigla della provincia d’appartenenza.
Argento e non argento
Soltanto la presenza del titolo e del marchio di identificazione del produttore garantiscono l’oggetto in argento contemporaneo.
Quindi non lasciatevi ingannare da altri marchi.
Arg. 1000: marchio non legale: metallo argentato galvanicamente.
Arg. 800: marchio non legale: metallo argentato galvanicamente.
Argentone: lega di rame, zinco, nichelio, argentata galvicamente (lega
Christofle).
Bilaminato: sottilissima lastra di argento applicata su un supporto di
metallo comune ed erroneamente ed illegalmente punzonato
con una “R” e con i punzoni del titolo e del fabbricante.
Su tali oggetti è consentita l’apposizione del simbolo
chimico del metallo prezioso (Ag), l’indicazione del peso in
grammi seguita dalla lettera “g” e la sigla del produttore non
confondibile con il marchio di identificazione dei metalli
preziosi.
Questi oggetti non possono essere chiamati “argenti” o
“argenteria”.
Deposito Galvanico: oggetti di sostanze non metalliche rivestite galvanicamente d’argento.Devono portare soltanto un marchio ottogonale contenete la dicitura DG, il simbolo del metallo prezioso (Ag o Au), l’indicazione del peso del metallo prezioso seguito dalla lettera “g” e la sigla del produttore non confondibile con il marchio d’identificazione.
Questi oggetti nonpossono essere chiamati “argenti”o “argenteria”.
Old Sheffield: lastra di rame racchiusa tra due sottili lastre di argento
mediante laminazione.
Sheffield: ottone nichelato e argentato galvanicamente.
Silverplate: ottone nichelato e argentato galvanicamente.
Argenteria: arte antica
Le tecniche di lavorazione
L’argento, per essere lavorato, viene unito in lega con il rame in percentuali variabili fissate per legge, che determinano il titolo della lega.
Dalla fusione si ottiene il lingotto che, pressato tra i rulli del laminatoio, è trasformato in lastre di vario spessore, anche di ampia superficie.
La lastra viene tagliata in pezzi di dimensione desiderata e lavorata con differenti tecniche a seconda dell’oggetto che si vuole produrre.
Stampatura: eseguita con stampi in acciaio per produrre posateria e oggetti vari, da rifinire successivamente a mano.
Tornitura: si utilizza il tornio per realizzare forme tonde od ovali per produrre piatti, vasi, centri tavola, zuccheriere, ecc.
Martellatura: usata per produrre vassoi, vasi, e qualunque oggetto che richieda un’esecuzione manuale. Ottenuta la forma desiderata, si passa alle lavorazioni già conosciute nell’antichità.
Sbalzo: tecnica di lavorazione del metallo per realizzare una forma o un decoro in basso o altorilievo su una lastra di metallo prezioso lavorando dal rovescio o dall’interno; viene praticato con l’aiuto di un martello.
Cesellatura: serve a precisare meglio i contorni e il modellato, ottenuto con lo sbalzo, usando piccoli scalpelli in acciaio chiamati “ceselli”. Questi sono molto vari e sono preparati personalmente da ogni maestro argentiere, a seconda del lavoro che deve effettuare. Per evitare che il metallo ceda sotto i colpi del cesello, l’interno dell’oggetto viene riempito da un impasto di pece, gesso e altri componenti che rendendolo elastico impedisce alla lastra di spaccarsi.
Incisione a bulino: è ottenuta con una punta di acciaio tagliente, chiamata bulino, che con la pressione della mano forma linee di diverso spessore asportando trucioli dalla superficie e creando un effetto chiaroscurale (bassorilievo).
Incisione a guilloché: è ottenuta con macchine comandate manualmente che incidono linee diritte o ondulate incrociando le quali si ottengono miriadi di disegni geometrici diversi.
Montatura: è la tecnica con cui si assemblano i vari pezzi mediante la saldatura e che presenta momenti molto delicati che richiedono una grande perizia da parte dell’operatore nel maneggiare la fiamma. Questa tecnica è fondamentale per realizzare scatole e oggetti simili partendo dalla lastra.
Smaltatura: consiste nel depositare a strati successivi una polvere finissima costituita di cristalli colorati con ossidi metallici sull’oggetto che viene introdotto a più riprese in forno ad alte temperature (680° - 750°) per liquefare la polvere, la quale, una volta cristallizzata dopo la levigatura, assume colorazione e lucentezza desiderate.
Fusione: con questa tecnica, rimasta invariata dall’antichità, si ottengono gioielli, parti ornamentali per il vasellame (pomoli, manici, beccucci, piedini, figurine, bordure) che vengono poi saldati agli oggetti. Il metallo fuso è colato in appositi cilindri di materiale refrattario, nel cui interno viene imprigionato il modello di cera. L’argento liquido a circa 1000° scioglie la cera e ne occupa la forma diventando quindi, una volta tornato allo stato solido, un oggetto identico al modello.
Pomiciatura: serve a togliere i segni lasciati dal martello o dal tornio usando con attenzione la pietra pomice.
Pulimentatura: dopo aver tolto ogni traccia d’ossidazione lasciata dalla fiamma, l’oggetto viene pulito con l’uso di spazzole rotanti da esperti artigiani.
Argentatura: gli oggetti vengono immersi in un bagno galvanico e ricoperti di uno strato di argento puro, per dare loro maggior lucentezza.
Lucidatura: con questo processo finale, sempre manuale, utilizzando spazzole rotanti più morbide, l’argento assume il suo spetto brillante e lunare.
Una storia millenaria:
Dai Sumeri al 2000
E’ una storia millenaria quella che sta alle spalle della maestria e dell’abilità dei maestri argentieri.
I vasi più antichi, rinvenuti in tombe sumeriche, risalgono addirittura a tremila anni prima di Cristo e altri ritrovamenti archeologici in America Latina, a Micene e negli scavi etruschi di Cerveteri e Palestrina, confermano l’utilizzo di oggetti in argento anche nella vita quotidiana.
Furono comunque i Romani fra i primi appassionati collezionisti di argenti, tanto da monopolizzare la richiesta del vasellame prodotto in Grecia e nelle diverse colonie dell’Impero: oggetti per la mensa e per la persona, decorati con motivi naturalistici e mitologici, di cui sono sublime testimonianza i tesori trovati a Civita Castellana, a Boscoreale (attualmente al Museo del Luovre), in Germania e a Basilea.
Dopo la caduta di Roma, la produzione venne limitata, ma nel frattempo si affinarono tecniche ornamentali come lo smalto champlevé e cloisonné, il niello e la filigrana.
Ma è nel Quattrocento che, sotto la spinta della “rivoluzione umanistica” del Rinascimento, l’argento fa il suo trionfale ingresso nella vita di tutti i giorni: in tavola, con piatti, coppe, saliere e, finalmente, coltelli e forchette, di varie fogge e dimensioni; per l’igiene personale, con brocche e bacili; in casa, con soprammobili, centri tavola e candelieri d’aspetto sontuoso, arricchiti con pietre preziose, dorature e smalti.
Non è un caso se proprio in questo periodo cominciano a nascere le prime corporazioni delle arti e mestieri, sia per difendere gli interessi comuni, che per rivendicare una professionalità ormai assodata e riconosciuta, certificata mediante specifici esami, anche a garanzia dei clienti. La punzonatura fu applicata a Bisanzio fin dal VII secolo, ma in Europa apparve per la prima volta in Francia solo nel XIII secolo.
Lo stile rinascimentale, che caratterizzò l’arte italiana nei secoli XV e XVI, si diffuse poi in tutto il Vecchio Continente. Fu Caterina De’ Medici ad introdurre in Francia l’uso delle posate. L’argenteria era considerata un’arte pari alla pittura e all’architettura e molti celebri artisti come Ghiberti, Brunelleschi e Benvenuto Cellini iniziarono il loro apprendistato come argentieri.
Il Manierismo, alla semplicità e linearità delle forme classiche, predilesse la complessità e l’invenzione di simbologie e di temi eruditi, forme esasperate e grottesche, oggetti riccamente decorati ed elaborati. Il più famoso esempio è la saliera creata da Benvenuto Cellini per Francesco I, oggi al Kunsthistorisches Museum di Vienna.
Con la scoperta del Nuovo Mondo, una gran quantità di metalli preziosi affluì in Spagna, Olanda, Portogallo, Francia e in fine in Inghilterra, favorendo l’incremento della richiesta di oggetti in argento anche da parte delle classi borghesi.
Le guerre di religione europee costrinsero i protestanti francesi (Ugonotti), che formavano la media borghesia e tra cui vi molti erano valenti artigiani argentieri, a lasciare la Francia e a sparpagliarsi per l’Europa, dove diffusero la produzione d’argenteria di alto livello artistico.
E’ a questo punto che l’Inghilterra si distinse per la sua capacità di produrre ed esportare argenteria verso tutti i mercati del suo vastissimo impero coloniale, gettando le basi per il predominio secolare dell’argenteria inglese, che fu apprezzata e riprodotta in tutto il mondo. Non a caso il capostipite degli artisti argentieri in Inghilterra si chiamava Paul de Lamerie.
Le grandi corti imperiali europee ed extraeuropee, che dominarono il Settecento, l’Ottocento e il primo Novecento, furono le committenti della migliore argenteria per adornare le proprie sontuose dimore.
Quella degli Zar di Russia rese celebre la figura artistica del francese Fabergé, trasferitosi in Russia, il quale sotto Alessandro II, Alessandro III e Nicola II ebbe alle proprie dipendenze quasi 700 operai e realizzò opere di alto valore tecnico e artistico utilizzando molto la smaltatura.
Numerosi operai fiorentini andarono a lavorare nel laboratorio di Fabergé, dove portarono le loro conoscenze tecniche e stilistiche derivate dal Rinascimento italiano, contribuendo così alla fama dell’orafo. Al loro rientro in patria, dopo lo scoppio della Rivoluzione bolscevica, portarono a Firenze anche la tradizione della smaltatura orientale che erano state perfezionate presso il maestro russo.
Alla fine del 1800 sorse in Gran Bretagna l’Art and Craft Movement per cercare forme più razionali e semplici, che successivamente, sotto l’influsso dei prodotti importati dall’Oriente da Arthur Liberty, fondatore degli omonimi grandi magazzini di Londra, si arrichì di volute e motivi naturalistici, dando vita all’Art Nouveau in Gran Bretagna e al Liberty negli altri paesi europei.
I produttori più noti di quell’epoca furono Cartier, Sandoz e Puiforcat in Francia, Tiffany negli Stati Uniti, Mappin & Webb e Garrad in Gran Bretagna, Georg Jensen in Danimarca, Mario Buccellati, Bulgari e Cusi in Italia.
Nel secondo dopoguerra, l’Italia colse i suggerimenti di noti designers che si avvicinarono all’argenteria, progettando opere che sono state e sono tuttora realizzate dai migliori laboratori d’argenteria.
Parole e significati
Altorilievo: decorazione scolpita o sbalzata che si stacca con forte aggetto del fondo.
Ageminatura: sottile intarsio d’oro o d’argento eseguito su metalli non preziosi, come ferro, acciaio e bronzo, secondo una tecnica importata dall’Asia in Italia e Germania.
Argentatura: metodo di elettrodeposizione galvanica dell’argento.
Bassorilievo: decorazione sbalzata o incisa che si stacca in modo poco marcato dal fondo.
Basse - taille: decorazione scolpita o incisa sul fondo.
Bigiotteria: ornamenti realizzati con metalli non preziosi.
Britannia Standard: punzone utilizzato in Gran Bretagna tra il 1697 e il 1720 per marchiare i pezzi d’argenteria a garanzia del titolo di 958 millesimi.
Brunitura: trattamento chimico di una superficie metallica a scopo estetico, In gioielleria consiste nello strofinare la superficie con il brunitoio, un arnese di acciaio o agata stondato in cima. In argenteria si copre la superficie con uno strato di ossido o di solfuro di colore grigio o nero.
Bulino: piccolo scalpello in acciaio utilizzato per incidere il metallo e usato per l’incisione a mano o a guilloché, il niello o l’ageminatura.
Cattedrale o smalto a giorno: tecnica di smaltatura in cui l’intelaiatura di metallo delimita i bordi e lo smalto resta visibile in trasparenza, come le vetrate delle cattedrali.
Cesellatura: tecnica di lavorazione praticata mediante specifici strumenti (ceselli) per ottenere motivi ornamentali a bassissimo rilievo, delineati precedentemente sulla superficie con un tracciatore.
Champlevé: tecnica di smaltatura di tradizione occidentale: consiste nello scavare con il bulino l’area da smaltare (campo levato), la quale è generalmente decorata con incisione a mano o guilloché ed è riempita con lo smalto.
Clip: chiusura a molletta per orecchini o spille o gemelli da polso.
Cloisonné: tecnica di smaltatura di provenienza orientale: consiste nel delimitare le aree da smaltare con dei fili di metallo (cloisons) applicati a caldo su un primo strato di smalto.
Doratura: nota fin dall’antichità, viene eseguita con vari metodi:
a fuoco: applicando alla superficie da dorare un amalgama d’oro e di
un’altra sostanza, solitamente mercurio; una volta riscaldato l’oggetto fino
all’evaporazione del mercurio, esso lascia una pellicola d’oro sulla
superficie;
a freddo: consiste nello strofinare l’oggetto con ceneri ottenute bruciando
cenci imbevuti con soluzioni d’oro in acqua-regia (acido cloridrico e
acido nitrico);
a placca: consiste nel saldare alla superficie da dorare delle leggere
lamine d’oro tramite riscaldamento o pressione meccanica;
elettrolitica: risale al 1827 e segue lo stesso procedimento galvanico
dell’argentatura:
Elettroformatura: consiste nel rivestire galvanicamente, con lo spessore voluto, una matrice in rame o ricoperta di rame (catodo); si ottiene così un oggetto che ha assunto la forma e le decorazioni impresse sulla matrice, la quale viene rimossa o sciolta.
En ronde bosse: tecnica in cui lo smalto è applicato su un oggetto a tutto tondo, come un uovo o una statuina.
Filigrana: tecnica consistente nella lavorazione di fili sottilissimi in oro o argento, ritorti e intrecciati per ottenere motivi decorativi.
Galvanostegia: il metodo, brevettato nel 1840 in Gran Bretagna dalla società Elkington, consiste nel conduttore elettrico, con oro o argento mediante un processo di elettrodeposizione sfruttando il polo positivo e negativo (catodo e anodo) in un’apposita soluzione liquida.
Godronatura: operazione con cui si ottiene una modanatura in rilievo lungo la bocca o la base di vasellame.
Godrone: bordura a decori vari usata per bordare gli oggetti.
Hallmark: marchio di garanzia apposto dagli esperti di una corporazione di mestiere (Gran Bretagna, Paesi Bassi) o dagli Uffici Doganali (Francia, Portogallo, Spagna).
Lega d’argento: miscela di rame e argento che serve a renderlo più adatto alla lavorazione.
Lega Christofle: lega di rame, zinco, nickel argentata galvanicamente.
Marchio: incisione, a mezzo di un punzone, del titolo della lega e del marchio di identificazione del produttore. I marchi furono introdotti all’inizio dell’era cristiana a Roma e Bisanzio; scomparsi in epoca medioevale, ricomparvero con la nascita degli Stati Europei nel XIII secolo. La loro apposizione è obbligatoria per legge.
Martellatura: tecnica di lavorazione consistente nel ba***re con un piccolo martello una superficie fino a conferirle la foggia e lo spessore desiderato.
Martelé: termine francese per “lavorato a martello” in cui i segni sono lasciati ben visibili.
Miniatura: pittura a mano usando diverse tecniche:
a tempera: generalmente su avorio;
a olio: direttamente sul metallo e su altri materiali;
a smalto: su un primo strato di smalto bianco o chiaro si dipinge il
decoro usando un composto di polveri di smalto finissime e di oli
speciali, si cuoce in forno numerose volte e si ricopre con un ultimo
strato di smalto trasparente.
Niello: tecnica di decorazione dell’argento. Consiste nel riempire a caldo disegni ornamentali incisi sul metallo con uno speciale amalgama nero polverizzato (argento, piombo, rame, zolfo e cloruro di ammonio), detto niello, di cui poi a freddo sono eliminate le parti in eccesso. Il niello era conosciuto dai Greci fin dal XVI sec. a.C. e dai Romani e diffuso nel Rinascimento e nel secolo scorso in Russia.
Perlinatura: serie di piccoli decori a forma sferica applicati a file.
Punzonatura: vedi marchio.
Repoussé: vedi sbalzo.
Saldatura: operazione in cui uno o più metalli sono uniti con l’azione del calore e l’impiego di sostanze saldanti, il cui titolo, per gli oggetti in argento, non deve essere inferiore a 550/000.
Sterling: termine con cui viene indicato in Gran Bretagna ed in altri paesi di tradizione inglese l’argento a titolo 925 millesimi. La moneta inglese, composta d’argento 925, fu appunto chiamata “sterling pound”
Tutto tondo: definizione di lavorazioni a carattere scultoreo osservabili da tutti i lati.
Vermeil: argento dorato.
Zigrinatura: tipo di decorazione costituita di un finissimo tratteggio o punteggiatura eseguiti con speciali ferri da cesello.