La mia prima esperienza orafa la ebbi all'età di 17 anni, quando andai a lavorare da un maestro orafo di Pescara, Nicola.. Inizialmente Nicola stentava ad insegnarmi ciò che sapeva, così come spesso accade ai veri artigiani gelosi del proprio mestiere, ma dopo una brusca discussione, dimostrando la mia tenacia nel voler imparare a tutti i costi a realizzare gioielli, decise di darmi una possibilit
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Lì compresi immediatamente che realizzare gioielli era la mia PASSIONE!! Dopo nemmeno due settimane realizzai il mio primo gioiello, un ciondolo in oro giallo con un blister in madreperla. Andai da lui tutti i sabato pomeriggio dopo la scuola e appena diplomata partii per Valenza Po, dove mi iscrissi alla prestigiosa “Regione Piemonte”, la migliore scuola di alta Gioielleria Artigianale a livello mondiale. Iniziai immediatamente i corsi da tecnico dell’oreficeria e nel pomeriggio, quando non avevo il rientro, andavo in un’azienda a fare lo stage; la mia prima esperienza in una fabbrica di Gioielleria fu nell'azienda di Costantino Rota. Immediatamente notai la differenza di ambiente: tutto suddiviso in reparti, macchinari sofisticati, dipendenti con camice ignifugo. Ognuno di loro aveva un compito specifico in cui doveva essere preparato al meglio: orafo, incastonatore, pulitore, gemmologo, amministrativo, commerciale e, infine, la parte forte, il cuore dell’Azienda, il disegnatore… il Signor Dario Rota, figlio del fondatore dell’azienda. Ai miei occhi appariva come l’uomo misterioso che nessuno poteva avvicinare facilmente, molto riservato. Ricordo ancora come mi sentivo intimorita all’idea di incontrarlo anche solo per caso in ufficio. Iniziai con l’imparare a costruire gioielli e, anche se la scuola mi imponeva di fare lo stage aziendale solo due volte a settimana, io chiesi alla titolare se era possibile andare tutti i giorni… e così feci. Il mio primo vero e proprio Maestro di gioielleria fu Renato, uomo di mezza età, ben educato, molto profumato, carattere dolce, gentile, sempre pronto ad aiutare gli altri e, soprattutto, con una pazienza infinita! In tre anni che ho lavorato con lui “gomito a gomito”, poche volte lo ricordo arrabbiato… e mai con me! A volte sedevo al banco degli incassatori con il Maestro Ezio e mi esercitavo ad usare il “bulino”, utensile utilizzato per tagliare il metallo e prepararlo per l’incastonatura delle pietre. Ezio fu un altro Maestro rilevante nella mia vita. Uomo di una simpatia unica, aveva un metodo tutto suo: inizialmente non mi spiegava le cose, voleva che arrivassi da sola a capire come fare… e lì iniziava la sfida, la voglia di riuscire!! Era un mondo che mi piaceva, tanto interessante e stimolante, un ambiente sereno dove tutti erano estremamente gentili, sia in laboratorio che in ufficio, fino a che un bel giorno venne da me una delle titolari, la dolcissima Mariarosa e mi disse: “Adele… il Signor Rota vuole conoscerti, vieni con me che ti accompagno nel suo ufficio”. Non volevo andare, ero spaventata, mi chiedevo cosa mai avessi fatto di sbagliato per volermi incontrare! Mi feci coraggio e andai da lui… Mi disse che ogni sera, quando andavo via dal laboratorio, lui andava a curiosare nel mio banchetto per vedere cosa ero in grado di fare e che era veramente molto contento del mio lavoro. Mi fece tante domande, qual era stata la mia esperienza precedente, quale diploma avevo conseguito… e da quel momento seguì da “dietro le quinte” ogni mio progetto. Mi fece frequentare una scuola di progettazione di design e corsi sulle tecniche di lavorazione del platino. Una volta a settimana dovevo sedermi in ufficio con lui ed imparare a selezionare montagne di diamanti per colore, dimensioni e purezza. Alla fine di ogni lavoro realizzato mi dava una valutazione e un premio, affinché io mi sentissi gratificata e stimolata nel fare sempre meglio. Finito il primo anno di stage il Sig. Rota mi disse che era necessario che io facessi esperienza e mi consigliò di provare in un’azienda molto grande… mi fece una raccomandazione:
Adele non devi demoralizzarti se non andrà bene, perché qui a Valenza la vita non è poi così facile! Seguii questo suo consiglio e presi appuntamento con una grande Azienda. Feci il colloquio e quest’uomo così burbero, dopo aver visto il mio primo lavoro, mi disse: “Allora vieni domani, porta il tuo camice e le tue scarpe da lavoro; farai una settimana di prova e poi ne riparleremo”. Entrai così a lavorare da Damiani e nessuno riuscì a capire come avessi fatto ad essere così convincente da farmi dare una possibilità da quest’uomo così difficile. Non mi rendevo conto che ero andata a chiedere lavoro ad un’Azienda così importante! In fondo io non feci nulla di speciale… gli feci vedere solo un anello che avevo realizzato. Lavorai lì per un anno e fu un’esperienza meravigliosa. Successivamente continuai a fare esperienza presso varie aziende di Valenza, più o meno grandi. Differenti lavorazioni ma sempre di alta gioielleria: lavorai per l’azienda Api; per Bulgari e per Stefan Hafner, dove feci la mia prima parure per un arabo; per Moni S.r.l. dove facevo affiancamento nella preparazione per la micro fusione. Per un breve periodo affiancai anche un manager del commerciale, visitando grossisti di gioielleria nelle varie città d’Italia, cercando di capire quali erano le richieste di mercato e a volte supportando a livello tecnico il rappresentante dell’azienda. Trascorrevo giorno e a volte notti intere nei laboratori, totalmente affascinata da questo mondo colmo di cultura orafa. Partecipai anche come collaboratrice di azienda nelle fiere di Vicenza Oro, occupandomi del lavoro di vetrinista e collaborando nella vendita. Tornai nell'azienda Rota, dove il maestro incassatore Ezio mi insegnò ad incastonare pietre preziose e la pulitrice a lucidare gioielli. Incontrai inoltre famosi artisti Valenzani di ogni genere. Fonte di ispirazione poteva essere anche un’ombra creata da un lampione in una notte grigia… Fonte d’ispirazione per me è sempre stata la natura e i miei stati d’animo! E dopo 6 anni decisi che ero pronta per rientrare nella mia regione, l’Abruzzo e iniziare un’esperienza tutta mia in collaborazione con mia madre Dora, anch'essa orafa e commerciante di gioielli a Lanciano. Continuai a creare e realizzare gioielli, promuovendoli nelle più importanti fiere, mostre e sfilate a livello nazionale, fino ad arrivare a partecipare alla prestigiosa fiera di Abu Dhabi negli Emirati Arabi. Esperienza bellissima, confronto a livello mondiale, culture molto diverse, ma in comune la passione per qualcosa di bello...il gioiello!