18/02/2026
il corallo è un materiale organico (lo scheletro di piccoli polipi marini) ed è estremamente delicato. Se l'ambra è "capricciosa", il corallo è un vero "divo": soffre l'umidità, il sudore e persino la secchezza eccessiva.
Ecco come trattarlo per evitare che perda il suo colore vibrante o che diventi poroso.
1. L'Ambiente Ideale
Il corallo è abituato al mare, ma una volta lavorato teme gli sbalzi termici e la disidratazione.
Traspirazione: Non chiuderlo mai in scatole di plastica ermetiche o sacchetti di nylon. Il corallo ha bisogno di "respirare". Usa astucci foderati in velluto o sacchetti di seta/cotone.
Separazione netta: Essendo composto da carbonato di calcio, il corallo è molto tenero (scala di Mohs circa 3.5). Metalli e pietre dure lo scalfirebbero in un attimo. Ogni pezzo deve avere il suo spazio dedicato.
Lontano dal calore: Non lasciarlo mai vicino a termosifoni, faretti caldi o sotto il sole estivo per ore: potrebbe sbiadire o creparsi.
2. Il "Trattamento di Bellezza" (Pulizia)
Il peggior nemico del corallo è l'acidità. Il sudore della pelle può renderlo opaco col tempo.
Dopo l'uso: Prendi l'abitudine di passare un panno morbido e asciutto (tipo quello per gli occhiali) dopo ogni utilizzo per rimuovere tracce di sudore e oli cutanei.
Lavaggio profondo: Se è visibilmente sporco, usa un panno inumidito con acqua tiepida e un pizzico di sapone neutro delicatissimo (senza profumi o alcol). Risciacqua velocemente e asciuga subito con cura.
Cosa evitare assolutamente: Ammoniaca, candeggina, aceto e pulitori per ultrasuoni. L'acido dissolve letteralmente il corallo.
Un piccolo consiglio extra: Se hai una collana di corallo d'epoca, controlla periodicamente il filo. Il corallo è pesante e i bordi dei fori possono essere taglienti; se vedi che il filo è ingiallito o sfilacciato, meglio farlo infilare nuovamente con i nodi tra un grano e l'altro.